NEWS
Riccardo Muti dirige un concerto in memoria di Raul Gardini

Ravenna, Teatro Alighieri, 23 luglio 2018. Riccardo Muti e l’Orchestra Giovanile Italiana hanno tributato un omaggio a Raul Gardini, nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa. «Stasera siamo qui per un omaggio a un amico: un uomo eccezionale, una persona non comune», ha esordito il celebre direttore d’orchestra prima di dirigere un programma strumentale di operisti italiani della seconda metà dell’Ottocento: Mascagni, Leoncavallo, Giordano, Catalani, Puccini, Martucci e Verdi. Ma la sera si è trasformata, a conti fatti, anche in un omaggio da parte dei cittadini di Ravenna che – una volta esauriti i biglietti gratuiti in platea e nei palchi – hanno gremito Piazza del Popolo e il Palazzo dei Congressi davanti a due maxischermi, allestiti di tutta fretta per rispondere alle numerose richieste.

«Tuttavia – ha proseguito Muti – oltre ai suoi successi imprenditoriali, non dimentichiamo quel che Gardini ha fatto per questa città e soprattutto per la cultura. Alcuni dei concerti più importanti del Ravenna Festival, furono generosamente sostenuti da Gardini». A lui si deve anche la costruzione del Palazzo Mauro De André, principale sede del Ravenna Festival, dove spicca la scultura «Grande Ferro R» di Alberto Burri, commissionata dallo stesso Gardini. Una volta, ha raccontato il maestro, «dopo aver diretto una messa di Cherubini, ci trovammo a cena. Feci dei complimenti alla cravatta che indossava e, prima ancora che avessi finito di parlare, lui se la tolse per regalarmela. È la cravatta che indosso stasera».

Il concerto offerto da Muti è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Ravenna, con l’Autorità di Sistema Portuale (che ha restaurato il Moro di Venezia, la celebre barca di Raul Gardini) e della Fondazione Flaminia (memore della laurea honoris causa conferita allo stesso Gardini dall’Università di Bologna, nel 1987).
Il concerto è stato preceduto dalla proiezione di un breve estratto dal documentario «L’ultimo imperatore», curato da Giovanni Minoli e Massimo Favia.