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La bioeconomia guarda lontano: un’opportunità di sviluppo

«Chimica Verde: Impariamo a Guardare Lontano». È l’eloquente titolo di un convegno che si è tenuto a Ravenna il 23 maggio 2019 con il patrocinio del Comune e della Regione Emilia-Romagna. L’idea è stata quella di fare il punto sulla transizione verso una chimica “verde” – ovvero capace di sostituire il più possibile gli idrocarburi e quindi in grado di diventare sostenibile – proprio adesso che si avvicina la riapertura del Centro Ricerche Ambientali di Ravenna, fortissimamente voluto da Raul Gardini nel 1992 che poi, dopo ben quattro passaggi di proprietà, è progressivamente decaduto.

Durante la conferenza, aperta dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale e conclusa dall’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi, sono state esaminate nuove tecnologie (come le microalghe o i biopolimeri), le esperienze in corso per la promozione della sostenibilità (come il Progetto Darsena in Blu dell’Istituto scolastico Darsena di Ravenna, presentato dagli stessi bambini e dall’imprenditore Gunter Pauli) e in generale le strategie locali di sviluppo bioeconomico. In effetti la provincia di Ravenna, che può contare sull’accesso al mare, su una lunga tradizione nella chimica e sull’eredità delle idee di Gardini, che per primo aveva battuto ed esplorato le strade della chimica verde, ha le carte in regola per creare opportunità di crescita in settori industriali nascenti e sostenibili.

A dimostrarlo, c’è la partecipazione del Fraunhofer Institute – colosso tedesco con 24mila ricercatori e 72 centri di ricerca applicata – all’operazione di rilancio del Centro Ricerche Ambientali. «Senza il gioco di squadra fra Comune di Ravenna, Università di Bologna e Fraunhofer Institute – ha detto al Sole 24 Ore Fabio Fava, docente di Biotecnologie industriali – non si sarebbe realizzata la missione impossibile di riportare a Ravenna un centro di ricerca internazionale su energia sostenibile, gestione intelligente dei rifiuti ed economia circolare».